Valutazioni obbligatorie per l'ammissione al servizio ecclesiastico

In futuro, le valutazioni psicologiche standardizzate diventeranno un elemento essenziale della procedura di selezione dei nuovi operatori pastorali della Chiesa cattolica.

Sulla base del can. 455 § 4 CIC, i vescovi diocesani svizzeri nella primavera 2025 hanno introdotto con decreto una procedura di valutazione (assessment) vincolante a livello nazionale e articolata in più fasi per stabilire l’idoneità psicologica dei futuri operatori pastorali. Tale procedura è frutto della collaborazione con specialisti dell’Ufficio per l’esecuzione delle pene e la reintegrazione presso il Cantone di Zurigo.

La valutazione si basa sulle competenze fondamentali nella gestione delle interazioni sociali e nell’autogestione, elementi necessari per acquisire abilità pastorali ed esercitare con successo la professione. La procedura si prefigge lo scopo di verificare queste competenze e individuare eventuali rischi per terzi. La valutazione prevede un test psicologico, un colloquio orientato alle competenze e un ulteriore colloquio psicologico approfondito. I candidati al sacerdozio e le persone che seguono una formazione come operatori pastorali verranno in futuro sottoposti a queste valutazioni standardizzate, se possibile all’inizio della formazione, ma al più tardi prima di essere ammessi al servizio ecclesiastico. I relativi dettagli sono disciplinati nel relativo decreto dell’11 marzo 2025.

Fase pilota con 72 valutazioni completata e valutata con successo

Da aprile a fine 2025, la procedura sviluppata dal gruppo di lavoro è stata testata in una fase pilota, durante la quale sono stati effettuati 72 test psicologici attitudinali (60 in tedesco, 6 in francese e 6 in italiano). A tal fine, la Chiesa ha collaborato con dieci esperti di psicologia/psichiatria forense e diagnostica del personale. La valutazione della fase pilota ha dimostrato che i test sono stati per lo più ben accolti dai candidati, i quali li hanno trovati professionali, attenti, importanti e corretti, ma anche intensi, impegnativi e in alcuni casi molto faticosi.

La misura mostra i primi effetti tangibili

In singoli casi, i responsabili competenti hanno deciso, in base alle raccomandazioni degli esperti, di non proseguire la collaborazione con le persone valutate. Il campione delle prime valutazioni di idoneità è tuttavia ancora troppo piccolo per poter trarre delle conclusioni sulle singole diocesi o sulla percentuale di riserve emerse dai test. Poiché vengono testate anche delle competenze psicologiche di base necessarie per la professione di servizio pastorale, le riserve possono avere cause diverse e non indicano necessariamente un rischio elevato di abuso sessuale o spirituale. Per questo motivo, al momento non è possibile fornire dati dettagliati.

Oltre a identificare i candidati non idonei, il test psicologico attitudinale aiuta anche a definire gli obiettivi formativi dei singoli studenti. Questi ultimi ricevono una valutazione esterna delle loro capacità e dei loro limiti in quel momento. Sulla base di ciò, vengono concordate le fasi di sviluppo e le misure di sostegno. Le valutazioni sono quindi sia una misura preventiva contro gli abusi sessuali e spirituali, sia un elemento chiave nell'intero sviluppo del personale per gli operatori pastorali.